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Criptovalute, come difendersi dalle truffe

Continuano ad essere diverse le truffe legate al mondo delle criptovalute, ovvero le monete virtuali che hanno preso piede in modo deciso negli ultimi anni e che continuano ad essere viste un po’ come croce e delizia, tra strumenti in grado di rivoluzionare il futuro dei pagamenti e asset che espongono ad un grande rischio di volatilità.

Malgrado questo, il comparto è esploso portando, come sempre in questi casi, alla comparsa di soggetti borderline accanto a quelli in regola. Tutto questo ha generato un enorme rischio di truffe legate al mondo delle criptovalute, le più comuni delle quali viaggiano giovandosi di un denominatore comune: un evidente vuoto legislativo che ha generato molteplici zone d’ombra all’interno delle quali si muovono i malintenzionati.

Quali sono le frodi più comuni

Quali sono le frodi più comuni riferite al settore delle criptovalute? Partiamo da un dato che ci aiuti a comprendere la complessità del problema, e per farlo ci basiamo su uno studio pubblicato dalla Federal Trade Commission statunitense con dati che vanno da gennaio 2021 a marzo 2022.  Si parla nel complesso di 46mila segnalazioni di truffe effettuate, che sarebbero tuttavia soltanto il 5% del totale dei raggiri effettivamente registrati. Le truffe più comuni?

  1. Falsi investimenti in nuove valute: spesso vengono diffusi sul web messaggi relativi a nuove monete virtuali appena nate e in grado di garantire rendimenti da capogiro. Ovviamente si tratta di frodi belle e buone, visto che poi concretamente non ci sono alcune valute digitali da acquistare. In questo caso quindi i malintenzionati si prendono gioco della buona fede delle vittime andando, con un abile lavoro preliminare, a conquistare la loro fiducia.
  2. Piattaforme di acquisto fasulle: oggi ci sono diversi modi per acquistare criptovalute, il più diffuso dei quali è quello di farlo tramite Exchange, ovvero le piattaforme di monete digitali all’interno delle quali può avvenire la compravendita tra privati. I rischi qui sono molteplici. O si può incorrere in piattaforme del tutto prive dei requisiti minimi per operare e che nascono quindi appositamente per truffare i malcapitati, sparendo da un giorno all’altro con tutto l’incasso; o capita di acquistare, all’interno di Exchange anche regolamentati, valute digitali da malintenzionati che frodano i malcapitati.
  3. ‘Esche’ su piattaforme di dating: come noto i malintenzionati utilizzando espedienti originali per reclutare le proprie vittime, tra queste una delle più diffuse degli ultimi periodi è legata al ricorso alle piattaforme di dating, proprio quelle presso le quali ci si registra per conoscere nuove persone e fare incontri avventurosi. Capita che, in questi contesti, un profilo finto, magari di una donna dall’aspetto ammiccante, vada a conquistare la fiducia iniziando una relazione online e, quindi, inizi a consigliare alla vittima di investire in valute digitali, magari asserendo di averlo fatto già in prima persona e di avere guadagnato molto. Una truffa bella e buona, sempre più diffusa e che non a caso prende il nome di ‘romance scam’, truffa d’amore.